Thursday, July 5, 2007


D...


Da queste parti non si festeggia molto l'Epifania, nel senso che non è d'uso far regali ai bambini, dato che si festeggia già S.Lucia (13 dicembre) e Natale... In realtà, se si va in centro, le bancarelle brulicano di calze, befanette, dolci e giochi, perché poi se c'è da spendere le tradizioni dilagano. Quello che si fa, invece, nei paesi della Bassa è il Briòlo: la sera del 5 gennaio viene acceso un grande falò e si brucia la Vecia. La gente del paese ha un motivo per incontrarsi e far festa assieme, i grandi bevono il vin brulè, i piccoli la cioccolata calda, e ci si scalda intorno al fuoco tornando a casa con i vestiti (e i capelli!) che puzzano da fumo. E' davvero bello che queste piccole tradizioni vivano ancora. Nel mio presepietto sono arrivati i Re Magi, ma non se ne andranno tanto presto: mi piace che il Presepe rimanga lì qualche giorno ancora dopo l'Epifania.Oggi è venuta la nonna a pranzo e, non so come, è venuto fuori di quando si è sposata: mio nonno era soldato ed era stato accolto dalla sua famiglia poco prima della fine della guerra. Si sono innamorati e mio nonno le ha chiesto di "salire" al Nord con lui: sono quasi scappati, perché si son sposati in qualche modo, non certo come la tradizione del Sud avrebbe voluto. Il padre di mia nonna le aveva dato trentamila lire perché allora si doveva pagare per passare il Po, invece son saliti con gli Americani, su una camionetta, e i soldi non son serviti. E' arrivata in una famiglia allargata di quasi venti persone, nel pieno della campagna veronese: chissà come dev'essersi sentita in un ambiente totalmente diverso, certo non accogliente, con abitudini e costumi totalmente diversi... Comunque poi il tempo fa il suo corso e ora mia nonna parla a metà tra il dialetto veronese e quello molisano. ^^La storia del tricolore

14 comments:

chordoflife said...

ora mia nonna parla a metà tra il dialetto veronese e quello molisanomi ero chiesto spesso se vi fosse un qualche addentellato fra il tuo nickname e la località molisana :-)Per circa due anni sono stato nel basso Abruzzo, a Vasto e San Salvo, sulla Fondovalle Trigno - praticamente al confine col Molise: Montenero di Bisaccia, il paese di 'Ntunino Di Pietro, "a nord" confina appunto con San Salvo.Ero lì per seguire una start-up, e di tanto in tanto (ogni tre-quattro mesi) facevo la spola fra l'Abruzzo e il Veneto: quando tornavo giù uscivo dall'autostrada, a Vasto Sud - Montenero, e vedevo sempre questi cartelli stradali con nomi di paesi che mi suonavano al tempo stesso "esotici" e stranamente carichi di poesia, quasi come se non appartenessero al mondo reale ma a un qualche Paese delle Fiabe: Mafalda, Trivento, Gambatesa, Pietrabbondante, Capracotta...

vicdanandkaev said...

mi affascinano molto queste storie di vita :)

Anonymous said...

(molto ma molto off topic): speravo di leggere qualcosa di te nel tuo LJ, ma ho visto che è friends-only...Ho provveduto ;)

suddenlyshy said...

Ecco, adesso sorrido meravigliata, perché NON LO SAPEVO!! Fantastico! In Molise sono stata solo a Campobasso e in un paesino (da dove appunto viene mia nonna) che si chiama San Giuliano del Sannio. Il mio nick viene in realtà da tutt'altro (vd. bio), ma quello che mi hai raccontato mi fa molto piacere, perché mi fa pensare che, in qualche modo, era segnato nel mio DNA! :)

imenja said...

E' tutto a misura di Nena. ^^

obsadoce said...

Anche a me... Infatti mi pento spesso di non essermi fatta raccontare di più dal nonno che se n'è andato... Ma sto cercando di rimediare. ;)

wendyportia5977 said...

Ah, bene! ^^

sweetlyssa said...

maddai, non ci posso credere! non lo sapevi? io credevo che il riferimento al mondo reale nella tua bio riguardasse invece proprio questo... davvero incredibile come si intrecciano i fili che tessono la nostra esistenza, e quanto tenaci e profonde possono essere le nostre radici...

sweetlyssa said...

maddai, non ci posso credere! non lo sapevi? io credevo che il riferimento al mondo reale nella tua bio riguardasse invece proprio questo... davvero incredibile come si intrecciano i fili che tessono la nostra esistenza, e quanto tenaci e profonde possono essere le nostre radici...

riverpilgrim said...

E' proprio vero, hai detto perfettamente... :)

snickerdoudle said...

:* (per ora non ho altre parole)

luz1esnotes810 said...

anch'io pensavo che qualcosa capracotta nel matese c'entrasse con te. la gente di capracotta è così intrisa d'amore per quel paese sulle montagne che sfiora il fanatismo. capracotta fu anche la prima stazione sciistica di fondo se non mi ricordo male. ovviamente i capracottesi lo dicono sempre.ho convissuto a lungo, durante l'università, con un nucleare di campobasso (che ora sta in veneto, tutto si lega) secondo il quale le uniche salsicce e mozzarelle degne di questo nome si trovano in molise. tutto il resto del mondo non sa che cosa siano. il fatto che norcia sia in umbria e che il prosciutto sia di parma e le mozzarelle campane a lui non gli passa manco per la capa. dev'essere una cosa molisana, la capatosta.comunque zassa** la storia del trasferimento per amore. (**avrai sentito dire zasso, a campobasso)

baraljug710 said...

Va benissimo così :)

silverfenix said...

Non so cosa vuol dire 'zasso', ma posso immaginarlo. :) Comunque è davvero incredibile come tutto torni! ^^ E poi, mangiar bene si mangia bene eh... ;)